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George Gordon Byron
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mwcaGeorge Gordon Noel Byron, VI barone Byron, meglio noto come Lord Byron RS (Londra, 22 gennaio 1788Missolungi, 19 aprile 1824), è stato un nobile, poeta e politico britannico.

Considerato da molti uno dei massimi poeti britannici, Byron è stato un uomo di spicco nella mwewcultura del Regno Unito durante il secondo mwfaRomanticismo, del quale è stato l'esponente più rappresentativo insieme con mwfqJohn Keats e mwfgPercy Bysshe Shelley.

La sua unica figlia legittima, [[Ada Lovelace]], è considerata una figura fondamentale nel campo della [[Programmazione (informatica)|programmazione di computer]] in base ai suoi appunti per la [[Analytical Engine]] di [[Charles Babbage]] (a lei è dedicato il [[linguaggio di programmazione]] [[Ada (linguaggio di programmazione)|Ada]])

Contents

Opere
Note

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Biografia

Origini familiari

George Gordon Byron proveniva, dal lato paterno, da un'illustre famiglia normanna, i Burun, insediatasi in Inghilterra nell'XI secolo; il titolo fu acquisito nel 1643 da Sir John Byron, che stabilì la propria dimora a Newstead, nella contea del mwhaNottinghamshire.
Il discendente di John, William, quinto lord Byron, era un folle macchiatosi dell'omicidio di un vicino di casa, tanto violento da guadagnarsi il nomignolo di «Wicked Lord» (mwhgsignore malvagio). Altrettanto eccentrico era il fratello di William (ovvero il nonno di George Gordon): si trattava di mwhwJohn Byron, un navigatore e ammiraglio soprannominato «Foulweather Jack» (mwiaJack Maltempo) per via della sua sfortuna con le condizioni meteorologiche. John naufragò nel 1741 sulla costa occidentale della mwiqPatagonia, per poi divulgare un libro, mwigThe Narrative of the Honourable John Byron, dove narrò le sue disavventure: il nipote poeta avrebbe poi preso in prestito l'episodio del naufragio per inserirlo in uno dei passi più significativi del suo capolavoro, il mwiwmwjaDon Juancite-ref-2[2].

Il padre del poeta, il capitano John Byron, nato nel 1756, venne soprannominato «Mad Jack» (mwkwJack il Matto) per la sua vita licenziosa: costui, dopo la delusione avuta con la prima moglie, Amelia Conyers, si sposò in seconde nozze nel 1785 con la ventunenne Catherine Gordon of Gight, con la quale avrebbe poi generato George Gordoncite-ref-sd-3-0[3].

Più modesta, ma non priva di valore, era invece la famiglia materna: Catherine Gordon, donna passionale e stravagante, era lontanamente imparentata con mwmqGiacomo I di Scozia, e sua madre si era sposata con un membro della benestante famiglia dei Duffcite-ref-sd-3-1[3].

Una giovinezza burrascosa

George Gordon Byron nacque a Londra, al n. 16 di Holles Street, il 22 gennaio 1788, da John Byron e Catherine Gordon of Gight. Afflitto da una mwoacontrazione del tendine di Achille che lo rese zoppo sin dalla nascita, il giovane George Gordon trascorse i primi anni di vita in Scozia, nella dimora della madre, ad mwoqAberdeen, a causa degli enormi debiti accumulati dal padre che, ormai in miseria, fu costretto a fuggire in mwogFrancia, dove morì, forse nel 1791. Ad Aberdeen, il poeta dovette risentire sia delle ristrettezze economiche sia dei continui strapazzi materni: ciò malgrado, fu proprio in questo periodo che nacque in lui l'ammirazione per l'aspro paesaggio montano scozzese, un'appassionata devozione per l'mwowAntico Testamento e la credenza, legata al calvinista mwpaJohn Knox, nella predestinazione della colpa.

Alla morte del prozio nel 1798, George Gordon ne ereditò il titolo nobiliare, divenendo sesto barone Byron di Rochdale e quindi Lord, e i relativi beni, potendo quindi ricevere un'educazione adeguata. Abbandonò dunque la Scozia per andare ad abitare nell'mwqgabbazia di Newstead, purtroppo fatiscente, che ereditò assieme ad altre vaste tenute nonché a tantissimi debiti. Nel 1801 entrò nella mwqwHarrow School, dove si distinse per la fame insaziabile di letture e per la sua condotta intemperante e bellicosa; fu anche l'epoca del primo amore, quello per Mary Ann Chaworth, una lontana cugina conosciuta nell'estate del 1803, che lasciò nel suo spirito tracce indelebili. Nel 1805 si iscrisse al mwraTrinity College di mwrqCambridge, dove conobbe alcuni fra i suoi più cari amici: Edward Noel Long, William Bankes, Francis Hodgson, Douglas Kinnaird, John Edleston (del quale si innamorò)cite-ref-4[4], John Cam Hobhouse, Scrope Berdmore Davies e Charles Skinner Matthews furono tutti tra i suoi intimicite-ref-5[5].

Oltre a vari svaghi - come il mwtwnuoto, disciplina nella quale si rivelò poi eccellente - il giovane Byron si interessò anche alla poesia: in questi anni pubblicò a proprie spese un volumetto di versi, mwuaFugitive pieces, evitando tuttavia di dichiarare di esserne l'autore. Ben presto il poeta ripudiò la sua primissima esperienza poetica a causa di alcuni versi forse troppo pugnaci; ciò malgrado, ripubblicò l'opera ben due volte. La seconda ristampa venne edita nel 1807 col titolo mwuqPoems on Various Occasions, sempre in forma anonima. Gli incoraggiamenti di alcuni amici lo persuasero ad abbandonare l'anonimato quando diede alle stampe mwugmwuwHours of Idleness, by George Gordon Lord Byron, a Minor, dove espurgò le oscenità presenti nella versione embrionale dell'opera. mwvaHours of Idleness non conobbe affatto una buona accoglienza: così Byron rispose allmwvq'mwvgEdinburgh Review - che nel gennaio 1808 criticò aspramente il volumetto - con la virulenta satira mwvwEnglish Bards and Scotch Reviewers, dove non fece segreto di voler perpetuare la tradizione letteraria di mwwaAlexander Pope (animata in quei tempi da Rogers e da Campbell) contro gli scrittori a lui contemporanei, che attaccò senza pietàcite-ref-praz-6-0[6].

Il Grand Tour e il Childe Harold's Pilgrimage

Occupato nel 1809 il seggio a lui spettante presso la mwyqCamera dei lord, nell'estate del 1809 Byron intraprese il mwygGrand Tour, quasi d'obbligo allora per le persone del gran mondo. Accompagnato da mwywJohn Cam Hobhouse salpò da mwzaFalmouth il 2 luglio 1809 per mwzqLisbona, per poi visitare mwzgSiviglia, mwzwCadice e mwaaGibilterra. Giunti a mwaqMalta il 19 agosto, i due vi soggiornarono circa un mese, prima di partire per mwagPreveza, porto dell'Epiro, raggiunto il 20 settembre 1809. Di lì si spostarono a mwawGiannina e poi in Albania, a mwbaTepelenë, dove incontrarono mwbqAlì Pascià. Poi vissero ad mwbgAtene, tranne una parentesi di qualche mese a Costantinopoli. Il 3 maggio 1810 attraversò a nuoto lo stretto dei Dardanelli. A partire dal luglio 1810, partito Hobhouse per il Regno Unito, ebbe un'intensa relazione amorosa col quindicenne franco-greco mwbwNicolo Giraud, cognato del pittore romano Giovan Battista Lusieri. In Grecia compose mwcaHints from Horace e mwcqThe Curse of Minervacite-ref-7[7].

Nel luglio 1811 Lord Byron fece ritorno nel Regno Unito, vivendo fra Newstead Abbey e soprattutto Londra. I primi tempi furono funestati dal lutto: qualche giorno dopo morì la madre, senza che lui riuscisse a vederla, e poi Byron seppe della morte di Charles Skinner Matthews e dell'amato John Edleston, al quale dedicò sei intense liriche. Già nel febbraio 1812 fu protagonista del primo di tre interventi presso la Camera dei Lord, particolarmente veementi e accesi, che scossero l'aristocrazia inglese; nel primo lottò contro la repressione del luddismo del 1812. Frattanto, pubblicò i primi due canti del mwfamwfqChilde Harold's Pilgrimage, una sorta di guida poetica dei paesi visitati, che al loro apparire (1812) conobbero subito uno sfolgorante successo: questa favorevolissima ricezione dell'opera fu dovuta in buona parte alle qualità poetiche di Byron, ma soprattutto alla felice scelta dell'argomento, riuscendo a trasportare in poesia il tema dei viaggi, allora molto popolare.

Oltre alla descrizione del viaggio, a destare curiosità vi era anche la descrizione del viaggiatore, quel «giovane Aroldo» sprezzante e misantropo che impersonifica gli atteggiamenti del Byron stesso; ma furono anche le vivide evocazioni dei luoghi del Levante, i versi scorrevoli, il misto di luoghi comuni e di licenziose avventure a far impressione sul gusto delle dame e dei salotti della Reggenza. Il successo del mwfwChilde Harold fu tale che tra il giugno del 1813 e l'agosto del 1814 Byron produsse con notevole continuità una cospicua mole di novelle orientali in versi, chiamate «racconti turchi» (mwgamwgqThe Giaour, mwggmwgwThe Bride of Abydos, mwhaThe Corsair, mwhgmwhwLara, mwiamwiqThe Siege of Corinth e mwigmwiwParisina) a un ritmo incalzante quasi come i successi bellici che mwjaNapoleone Bonaparte andava riscuotendo in quel tempo: non a caso, il poeta fu sovente paragonato al generalissimo, iniziando a divenire noto nei salotti londinesi come «il gran Napoleone dei reami della rima». Queste sue opere, tutte improntate a un intreccio tra l'esotismo e il melodramma romantico, furono inoltre lievito per quel mito byroniano che sarà fondamentale per la fortuna del poeta d'ora innanzi: il Giaurro, Corrado, Lara, erano infatti ripetizioni del tipo d'Aroldo e - essendo quest'ultimo un'autobiografia idealizzata del Byron - furono in molti ad attribuire le avventure dei protagonisti al fortunato scrittorecite-ref-praz-6-1[6].

In fuga dal Regno Unito

Tra amori e scandali

Folgorato dal successo, in questo periodo Byron iniziò a manifestare ancor di più un atteggiamento freddo e sprezzante, con una raffinata sobrietà del vestire, incarnando squisitamente gli ideali del mwmqdandy, fusi a quelli del bel tenebroso. Fu anche grazie a questa sua innata attitudine da mwmgmwmwposeur che il poeta iniziò a essere ammesso da pari nel gran mondo, intraprendendo anche gaudenti e intriganti avventure amorose: si data al 1812 la relazione con l'eccentrica mwnaCaroline Lamb, la dama più in voga del momento, che avrebbe poi descritto il compagno come «pazzo, cattivo e pericoloso da frequentare». Contemporaneamente allmwnq'mwngaffaire con la Lamb, Byron divenne un intimo della sorellastra mwnwAugusta Leigh (figlia del suo stesso padre e della sua prima moglie, e già sposata con George Leigh, suo cugino materno di primo grado) con la quale ebbe un'intensa relazione sentimentale e fisica: da questo rapporto nacque infatti nell'aprile del 1814 Medora Leigh, battezzata con il cognome del marito della donna.

Anche per sopire questo scandalo, il 2 gennaio 1815 il poeta sposò mwoqAnne Isabella Milbanke, chiamata Annabella, ereditiera colta e appassionata di matematica e cugina di mwogCaroline Lamb: I due andarono ad abitare a Londra, in un'improbabile unione, ben presto naufragata. Byron si attendeva forse una duratura sistemazione sociale e il risanamento dei tanti debiti ereditati dal prozio. I due ebbero nel dicembre 1815 anche una figlia, la matematica mwowAda Lovelace; le vicende coniugali, già tempestose, si deteriorarono però ulteriormente quando Byron riprese gli intimi rapporti con la sorella Augusta. Ormai disillusa, la Milbanke non poté che abbandonare il tetto coniugale, inoltrando richiesta di separazione il 15 gennaio 1816cite-ref-praz-6-2[6].

Nel frattempo, le ipotesi relative alla ormai conclamata bisessualità dello scrittore presero forza negli ambienti colti del tempo, per venir peraltro successivamente (a partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento) confermate anche in testi critici e scientifici. Sulla rivista mwqgAthenaeum, per esempio, si scrisse che il soprannome di «Thyrza» non fosse riferito alla cugina del poeta bensì riguardasse l'affettuosa amicizia collegiale del Byron con John Edleston; anche studiosi come mwqwJohn Addington Symonds e mwraMarc André Raffalovich chiamarono in causa la bisessualità di Byron, mentre mwrqXavier Mayne affermòcite-ref-8[8] che lo scrittore era «di temperamento più o meno mwsgomosessuale: era un idealistico romantico ed ellenico, mwswgreco nella sua natura intellettuale ed mwtaerotica, inglese per nascita ma mwtqateniese nel cuore»cite-ref-9[9].

In ogni caso, questi e altri scandali di ordine morale (accuse di incesto, adulterio, omosessualità, sodomia, amore libero e altro ancora) furono alla base del crescente sdegno e del rifiuto dell'mwuwaristocrazia londinese; a inasprire gli animi vi furono anche i violenti attacchi dei critici della stampa conservatrice, che ricoprì il poeta di vituperi per la pubblicazione di alcune satire molto acerbe rivolte al Reggente (mwvaLines on Princess Charlotte), «dando così le prime avvisaglie dell'ostilità di quella Inghilterra evangelica, pietista, che lentamente saliva al governo della nazione, e doveva imporre il suo credo durante l'epoca vittoriana» (mwvqPraz). A inviperire ulteriormente l'opinione pubblica vi fu inoltre la divulgazione di alcuni versi ispirati alle sue circostanze domestiche (mwvgFare Thee Well e mwvwA Sketch), che il Byron aveva incautamente fatto circolare tra gli amici. Il malanimo nei suoi confronti era tale che gli venne suggerito di non recarsi più alla Camera dei Lord, dove nessuno gli rivolgeva più la parola; analogamente, nei salotti aristocratici non trovava che distacco e riserbo. Essendo la situazione ormai degenerata, egli decise il 21 aprile 1816 di firmare il documento di separazione dalla moglie e, quindi, di abbandonare l'Inghilterra, dove non avrebbe fatto mai più ritornocite-ref-praz-6-3[6].

In Svizzera, con gli Shelley

Byron si imbarcò per il continente il 25 aprile 1816, qualche giorno dopo la stipula del documento di separazione. La prima nazione che visitò fu il mwywBelgio: dopo aver fatto una rapida sosta a mwzaBruxelles, fece tappa a mwzqWaterloo e da qui costeggiò la riva del mwzgReno sino a giungere a mwzwGinevra. Il poeta si insediò - insieme al fedele domestico William Fletcher e al medico mw0aJohn Polidori - nell'elegante mw0qvilla Diodati, già residenza di mw0gMilton. In una villa non molto distante, a Montalègre, soggiornarono mw0wPercy Bysshe Shelley, la sua futura moglie mw1aMary Godwin Wollstonecraft con la sua sorellastra mw1qClaire Clairmont. Occasionalmente, Byron frequentò anche il salotto di mw1gMadame de Staël al castello di Coppet. Al contatto con la delicata sensibilità per le bellezze della natura di mw2aPercy Bysshe Shelley, e stimolato ciascuno dal genio degli altri, Byron compose in questo ambiente il terzo canto di mw2qChilde Harold, il mw2gPrisoner of Chillon, mw2wThe Dream, i primi due atti del mw3aManfred, e mw3qDarkness. I frutti poetici di tanto arricchimento si manifestarono anche in mw3gMary Shelley, che qui iniziò a redigere il suo romanzo mw3wmw4aFrankenstein, e in Polidori, che sotto l'influenza di Byron concepì mw4qmw4gThe Vampyre.

Con Claire, Byron continuerà una relazione iniziata già a Londra qualche mese prima; questa tempestosa storia d'amore generò, nel gennaio 1817, la figlia Allegra.

In Italia

Attraversate le mw7gAlpi, Byron sostò nell'ottobre del 1816 a mw7wMilano, dove entrò in contatto con mw8aPellico e mw8qMonti e conobbe mw8gStendhal, per poi spingersi fino a mw8wVenezia, dove arrivò nel novembre 1816 per poi risiedervi per tre anni.

Qui apprese l'mw-gitaliano, il mw-wveneto, l'mwaqaarmeno e lavorò al quarto canto del mwaqeChilde Harold, al mwaqiBeppo e ai primi due canti del mwaqmDon Juan, che fecero furore in Inghilterra, pur se pubblicati anonimi nel 1819; in ogni caso, Byron non trascurò affatto piaceri meno intellettuali, cimentandosi in dongiovannesche avventure (si vantò di avere posseduto più di duecento donne) e in due importanti relazioni, prima con la moglie del suo padrone di casa, Marianna Segati, e poi con la ventiduenne Margarita Cogni (la Fornarina), facendo della propria dimora sul mwaquCanal Grande una sorta di mwaqymwaqcharem. Il soggiorno nella città lagunare – la «Cibele marina», come viene chiamata nel mwaqgChilde Haroldcite-ref-10[10] – fu brevemente interrotto solo tra l'aprile e il maggio del 1817, quando il poeta visitò mwaq0Roma, passando per mwaq4Ferrara (che gli ispirò il mwaq8Lament of Tasso).

Nell'aprile del 1819 nel salotto di mwaruMarina Querini Byron conobbe la diciottenne mwaryTeresa Gamba, sposata da un anno con il ricco e anziano conte Guiccioli: la donna divenne ben presto la sua amante e i due, verso la fine del 1819, si stabilirono a mwarcRavenna, dove i Guiccioli vivevano.
La giovane esercitò un'influenza benefica sul poeta, che finalmente adottò uno stile di vita più salutare, senza però cessare di anelare a nuove avventure, tanto che tra il 1820 e il 1821 entrò nella mwarkCarboneria attraverso i contatti del fratello di Teresa, il conte Pietro Gamba. Nella città romagnola Byron scrisse altri tre canti del mwaroDon Juan, mwarsmwarwMarino Faliero, mwar0mwar4Sardanapalus, mwar8The Two Foscari, mwasaCain: a Mistery, mwasemwasiThe Prophecy of Dante e altri scritti che rivelavano l'odio che Byron nutriva nei confronti della tirannia, che in suolo italico trovava espressione nella mwasmSanta Sede. Tuttavia, volendone fare una cattolica romana, Byron accompagnò nel marzo del 1821 la figliuola Allegra nell'mwasqeducandato gestito dalle suore di Bagnacavallo, in mwasuRomagnacite-ref-praz-6-4[6].

Nel frattempo, al fallimento dei mwatimoti insurrezionali del 1820-1821 seguirono gli arresti e le confische, e i due amanti dovettero fuggire a mwatmPisa. Nella città toscana Byron visse nel mwatqpalazzo Toscanelli, dove raccolse intorno a sé un gruppo cosmopolita di letterati e di artisti che annoverava, oltre a Shelley, anche Edward Williams, mwatuThomas Medwin, Edward John Trelawny, mwatcLeigh Hunt e John Taaffe. In seguito a una rissa tra il suo domestico Tita e il sergente Stefano Masi fu tenuto sott'occhio dalla polizia toscana: così, abbandonò il mwatkCircolo pisano e la città e si trasferì a mwatoMontenero, nei pressi di Livorno, soggiornando nella mwatsVilla Dupouy. Fu qui che iniziò la pubblicazione del periodico mwatwLiberal con mwat0Leigh Hunt, suo ospite, su cui apparve mwat4The Vision of Judgement, in aspra polemica col Southey, che aveva pubblicato un libello omonimo, zeppo di accondiscendenza, in memoria di Giorgio III. Sullo stesso mwauaLiberal venne pubblicato mwaueHeaven and Earth - A Mistery.

Soggiorna a mwauqPorto Venere e visita gli amici Shelley che risiedono a mwauuSan Terenzo.
La serenità di questi ultimi anni andrà tuttavia a finire proprio in questo periodo, allorché lo colpiranno i lutti di Allegra (spirata il 20 aprile 1822) e qualche mese dopo quello di Shelley, affogato assieme all'amico Edward Elleker Williams per un'improvvisa e violenta burrasca e il naufragio della sua imbarcazione a dieci miglia da Viareggiocite-ref-praz-6-5[6].

Byron, anche per l'espulsione dei Gamba per motivi politici, abbandonò il Granducato di Toscana per andare ad abitare nella allora cittadina di mwauwAlbaro, ora quartiere di mwau0Genova. Nel viaggio verso Genova passò per mwau4Lerici. Nel settembre 1822 il battello Bolívar di Lord George Byron attraccò nelle calme acque della baia di mwau8San Terenzo, su cui si affacciava mwavaVilla Magni, dove avevano soggiornato mwavePercy e Mary Shelley. Il 29 settembre sfidò a nuoto Edward John Trelawny, dal Bolívar (e non da mwaviPortovenere, come pure vuole la tradizione) a mwavmSan Terenzo e ritorno. Il poeta perse, anche per colpa di un malessere, e fu costretto a soggiornare quattro giorni in una stamberga a Lerici, in preda a dolori di ogni genere.

La morte in Grecia

Nel 1823 Byron, persuaso dall'amico John Cam Hobhouse, aderì all'associazione londinese filoellenica a sostegno della guerra d'indipendenza greca contro l'Impero ottomano. Convinta Teresa a tornare a mwav4Ravenna, s'imbarcò da mwav8Genova con il conte Gamba e Edward John Trelawny per mwawaCefalonia, dove sbarcò nell'agosto del 1823cite-ref-11[11]. Nell'isola greca conobbe l'ultimo grande amore della sua vita, non ricambiato: il quindicenne greco Lukas Chalandrìtsanos.

Byron visse in prima persona gli aspri contrasti fra i greci che lottavano contro la dominazione turca. Dopo qualche mese, nel gennaio 1824 si trasferì, chiamato dal patriota mwawsAlessandro Mavrocordato, a mwawwMissolungi, durante la mwaw0guerra d'indipendenza greca, dove morì, forse in seguito a mwaw4febbri reumatiche, il 19 aprile; vicino a sé aveva il manoscritto dell'incompleto XVII canto del mwaw8mwaxaDon Juan. La salma, riportata in Inghilterra, venne tumulata nella chiesa di St. Mary Magdalene a Hucknall Torkard, non lontano da mwaxiNewstead Abbey. Il funerale vide un interminabile, spettrale corteo di quarantasette carrozze listate a lutto ma vuote, col solo postiglione: fu l'ultima vendetta dell'aristocrazia verso il poeta ribelle. Il suo cuore invece fu sepolto a mwaxmMissolungicite-ref-12[12].

Influenza culturale

Byron viene considerato la prima celebrità in stile moderno: il pubblico venne affascinato dalla sua immagine come personificazione dell'«eroe byroniano», e sua moglie Annabella coniò addirittura l'espressione «Byronmania» in riferimento all'attenzione posta a suo marito. La sua consapevolezza di sé e la promozione della sua stessa immagine lo indussero a commissionare ritratti ad artisti, chiedendo loro di ritrarlo non come un poeta con libro e penna in mano, ma come un uomo d'azione. Mentre all'inizio il poeta accolse la sua fama, egli poi l'allontanò, cercando di esiliarsi dalla sua patria, la Gran Bretagna.

La rifondazione della Byron Society nel 1971 riscosse molto interesse e dimostrò che molte persone, a distanza di più di un secolo, erano profondamente affascinate da Byron e dai suoi lavori. Questa società divenne viva e attiva e iniziò anche a pubblicare una rivista, che esce due volte l'annocite-ref-13[13]. Nel mondo esistono 36 Byron Societies che rendono vive e attuali le opere di Byron, e si incontrano in una Conferenza internazionale una volta all'anno.

Byron esercitò una notevole influenza sull'arte e sulla letteratura del Vecchio Continente, e la sua reputazione è ancora oggi altissima in parecchi Paesi europei addirittura più che in Gran Bretagna: non sarà mai comunque ai livelli dell'Ottocento, quando l'autore era considerato il miglior poeta al mondo. Egli ispirò opere di mwayaFranz Liszt, mwayeHector Berlioz, mwayiRobert Schumann, mwaymPëtr Il'ič Čajkovskij, mwayqGiuseppe Verdi e mwayuPietro Mascagni.

Eroe byroniano

La figura dell'eroe byroniano pervade la maggior parte dei lavori di Lord Byron, ed egli stesso è considerato la personificazione della figura letteraria che ha creato. Gli studiosi hanno tracciato la storia letteraria dell'eroe byroniano partendo da mwaygJohn Milton, e molti artisti e autori del mwaykmovimento romantico mostrarono l'influenza di Byron nelle loro opere durante il XIX secolo e oltre, come mwayoCharlotte ed mwaysEmily Brontëcite-ref-real-byron-14-0[14].

L'eroe byroniano è un personaggio idealizzato ma imperfetto, i cui attributi includono: grande talento e passione, avversione per la società e le sue istituzioni, mancanza di rispetto per l'alto rango e i suoi privilegi (sebbene possieda entrambi). Viene inoltre ostacolato nell'amore da vincoli sociali o dalla morte. È un ribelle, talvolta arrogante, spesso condannato all'esilio e tormentato da un passato doloroso. È un uomo presuntuoso o con mancanza di lungimiranza, spesso in preda a comportamenti auto-distruttivi.

L ' uomo Byron

Noto per avere una personalità volubile, Byron è stato un uomo estremamente ambivalente, disposizione psichica che si rifletteva poi anche nelle sue opere. È lo stesso Byron a parlarci della sua indole, in un'acuta introspezione nella quale affermacite-ref-15[15]:

(inglese)

«I am so changeable […] I am such a strange mélange of good and evil, that it would be difficult to describe me»

(italiano)

«Sono così mutevole […] Sono un così strano miscuglio di bene e male, che sarebbe alquanto complesso descrivermi»

Per quanto concerne l'aspetto fisico, Byron era alto 1,74 m e il suo peso corporeo oscillava tra i 60 e gli 89 chilogrammi. Il poeta, rimasto celebre per la sua bellezza, aveva un fisico atletico, ed era per di più un valente pugile e nuotatore: delle sue sessioni di pugilato, in particolare, ci rimane un denso carteggio con l'amico John Jackson, con il quale si allenava in una palestra a mwazsBond Streetcite-ref-16[16].

Onorificenze

Membro della Royal Society

Opere

Opere maggiori

Fugitive Pieces (Frammenti fuggitivi; 1806)
Poems on Various Occasions (Poemi su varie occasioni; 1807)
Hours of Idleness (Ore d'ozio; 1807)
English Bards and Scotch Reviewers (Bardi inglesi e critici scozzesi; 1809)
Maiden Speech (Discorso inaugurale presso la Camera dei Lord; 1812)
Childe Harold's Pilgrimage (Il pellegrinaggio del giovane Aroldo, 4 canti; 1812-1818)
The Giaour (Il giaurro; 1813)
The Bride of Abydos (La sposa di Abido; 1813)
Journal (Diario; fino all'aprile 1814)
The Corsair (Il corsaro; 1814)
Lara (Lara; 1814)
Hebrew Melodies (Melodie ebraiche; 1815)
The Siege of Corinth (L'assedio di Corinto; 1816)
Parisina (Parisina; 1816)
Augustus Darvell. A Fragment (Augustus Darvell. Un frammento; 1816)
The Prisoner of Chillon (Il prigioniero di Chillon; 1816)
Alpine Journal (Diario alpino; 1816)
Manfred (Manfred; 1817)
The Lament of Tasso (Il lamento di Tasso; 1817)
Beppo (Beppo; 1818)
Don Juan (Don Giovanni; 1819–1824, XVII canti, incompleto)
Mazeppa (Mazeppa; 1819)
The Prophecy of Dante (La profezia di Dante; 1819)
Ravenna Journal (Diario ravennate; 1821)
Marino Faliero (Marino Faliero, doge di Venezia; 1821)
My Dictionary (Il mio dizionario; 1821)
Detached Thoughts (Pensieri sparsi; 1821)
Sardanapalus (Sardanapalo; 1821)
The Two Foscari (I due Foscari; 1821)
Cain (Caino; 1821)
The Vision of Judgment (La visione del giudizio; 1822)
The Deformed Transformed (Il deforme trasformato; 1822)
Werner or the Inheritance (Werner o l'eredità; 1822)
Heaven and Earth (Cielo e terra; 1823)
The Age of Bronze (L'età del bronzo; 1823)
The Island (L'isola; 1823)
Journal in Cephalonia (Diario di Cefalonia; 1823)

Opere minori scelte

Maid of Athens, ere we part (Vergine di Atene, prima di dirci addio; 1810)
Hints from Horace (Spunti oraziani; 1811)
To Thyrza (A Thyrza; 1811)
The Curse of Minerva (La maledizione di Minerva; 1812)
The Waltz. An Apostrophic Hymn (Il valzer. Un inno apostrofico; 1813)
Ode to Napoleon Buonaparte (Ode a Napoleone Bonaparte; 1814)
She Walks in Beauty (Ella passa radiosa; 1815)
When We Two Parted (Quando non ci lasciammo; 1816)
Fare the Well (Addio; 1816)
The Dream (Il sogno; 1816)
Darkness (Il buio; 1816)
Prometheus (Prometeo; 1816)
Stanzas (Stanze, dedicate ad Augusta; 1816)
Epistle to Augusta (Epistola ad Augusta; 1816)
Monody on the Death of the Right Hon. R. B. Sheridan (Monodia sulla morte del molto onorevole R.B. Sheridan; 1816)
So, we'll go no more a roving (Così, noi non andremo più vagando; 1817)
Ode on Venice (Ode a Venezia; 1819)
Mazeppa (Mazeppa; 1819)
A fragment (Un frammento; 1819)
The Irish Avatar (L'Avatar irlandese; 1821)
The Blues. A Literary Eclogue (Le Blues. Un'egloga letteraria; 1822)
On This Day I Complete My Thirty Sixth Year (In questo giorno compio il mio trentaseiesimo compleanno; 1824)
Love and Death (Amore a morte; 1824)
Last Words on Greece (Ultime parole in Grecia; 1824)

Note

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Volume II, 'Famous in my time', 1810–1812, (1973);
Volume III, 'Alas! the love of women', 1813–1814, (1974);
Volume IV, 'Wedlock's the devil', 1814–1815, (1975);
Volume V, 'So late into the night', 1816–1817, (1976);
Volume VI, 'The flesh is frail', 1818–1819, (1976);
Volume VII, 'Between two worlds', 1820, (1978);
Volume VIII, 'Born for opposition', 1821, (1978);
Volume IX, 'In the wind's eye', 1821–1822, (1978);
Volume X, 'A heart for every fate', 1822–1823, (1980);
Volume XI, 'For freedom's battle', 1823–1824, (1981);
Volume XII, 'The trouble of an index', index, (1982);
Supplementary Volume, "What Comes Uppermost", (1994);
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Opere digitalizzate

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Collegamenti esterni

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• citerefcatalogo-vegettiBibliografia italiana di George Gordon Byron, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
• George Gordon Byron, in Archivio storico Ricordi, Ricordi & C.
• (EN) Spartiti o libretti di George Gordon Byron, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• (EN) George Gordon Byron, su Discogs, Zink Media.
• (EN) George Gordon Byron, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) George Gordon Byron / George Gordon Byron (altra versione), su Comic Vine, Fandom.
• (EN) George Gordon Byron, su IMDb, IMDb.com.
• (EN) George Gordon Byron, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
• mwami(EN) The International Byron Society, su internationalbyronsociety.org. URL consultato il 7 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2014).
• mwamqPoesie di George Gordon Byron, su poesiedautore.it.
• mwamy(PT) mwamcFinden's landscape & portrait illustrations, to the life and works of Lord Byron..., London, 1833, presso la Biblioteca Nazionale del Portogallo